venerdì 5 settembre 2008

Lago di Cemento

Leggo oggi sul blog di Andrea Spedale

Italia Nostra ha contato le ‘nuove abitazioni’ costruite in 14 paesi della Riviera bresciana dal 1981 al 2001 (data dell’ultimo censimento Istat), scoprendo che sono aumentate del 47 per cento. È come se nel giro di quattro amministrazioni fossero spuntati dal nulla sette nuovi comuni, fatti tutti di seconde case: solo cemento e asfalto, senza abitanti. Dal 2001 al 2007 poi, il boom dei prezzi ha scatenato un altro sacco urbanistico.

E ora incombe una nuova ondata di cemento. Sommando solo i progetti già in cantiere nei tanti piccoli comuni sparsi tra Brescia, Verona, Mantova e Trento, si supera abbondantemente il tetto di oltre un milione di metri cubi di nuove costruzioni.

Un esperto magistrato della zona riassume schiettamente: “La Dc di una volta era clientelare anche con l’edilizia, ma aveva il senso del peccato. Oggi troppi assessori e progettisti hanno perso ogni pudore nel mescolare affari e politica“.


Non serve commentare. Questi periodi fotografano perfettamente il Garda (e l’Italia) di questi ultimi 20 anni! Sarebbe il caso di ricordarcelo alle prossime elezioni: nessuno dei suddetti!

Le notizie riportate nel post non sono per nulla nuove, anzi circolano periodicamente sui giornali. Ci sono poi i diversi PGT (ieri ho riportato le notizie su quello di Salò) che continuano in questa direzione.
Il nostro comune (San Felice) portato come buon esempio di gestione del territorio ha avuto il medesimo trend di crescita degli altri comuni gardesani sia in termini di residenti che di seconde case (i dati istat sono a portata di mano di chi è come San Tommaso) e prevede per il prossimo periodo (documento di piano del PGT) una crescita volumetrica di edificato pari a 140 mila metricubi (anche qui leggere il documento di pano per credere!!!)

Che fare? Rasegnarci, opporci, manifestare il proprio dissenso?
A ciascuna la sua!

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