venerdì 14 settembre 2007

Per un partito che ci somigli

"Perché sogniamo un Partito Democratico che ci somigli.

Innanzitutto, un partito giovane.
Siamo stanchi di sentire la cantilena retorica sul “rinnovamento generazionale” recitata da dinosauri della politica. Siamo stanchi di vedere sempre le solite facce. Siamo stanchi che nella selezione dei dirigenti sia più spesso premiato il conformismo rispetto allo spirito critico.
Non chiediamo un azzeramento dell’attuale dirigenza del centrosinistra. Ma il nuovo partito, a maggior ragione visto che nasce dalla fusione di culture in passato contrapposte, non può essere la zattera di salvataggio dei soliti noti. A livello nazionale come a livello locale, non può essere lo strumento con cui si riciclano con disinvoltura anche quei vecchi politici la cui storia poco ha a che spartire con la tensione unitaria e l’idea di politica alla base dell’Ulivo.
Vogliamo spazi. Vogliamo avere accesso ai luoghi di discussione e di decisione. Per portare avanti le nostre proposte sui temi che ci riguardano più da vicino, a partire da quella precarietà del lavoro che sta privando di futuro la nostra generazione. Vogliamo che la nostra opinione conti davvero. Vogliamo poter inserire nell’agenda politica temi nuovi, come quelli legati alle nuove tecnologie che quotidianamente siamo abituati ad utilizzare."


Ho letto queste parole nel documento in cui Sinistra Giovanile di Brescia arrivava in modo sofferto, ma sicuramente meditato, ad aderire al progetto del Partito Democratico.
Ho letto parole come "dinosauri della politica", "le solite facce", "soliti noti".

Forse sarò di spirito giovane (l'età anagrafica è quello che è), ma in quelle parole, che del resto ho usato spesso in questo blog, mi sono ritrovato, come mi sono ritrovato nelle parole di tutti quei DS che hanno scelto strade diverse dall'ortodossia di partito di fedeltà, a scatola chiusa, a Veltroni.

Come andrà a finire nel nostro collegio 27 di Lombardia 2, il nostro?

Ne ho parlato a lungo con Girelli coordinatore provinciale del comitato Letta, con Sara Mantovani del coordinamento nazionale. A parole grandi aperture. Vedremo nei fatti come i candidati nazionali sapranno declinarsi nei candidati dei singoli collegi. Vedremo chi predica bene e razzola male (o fa razzolare male ai "suoi" sostenitori). Per ora vedo tante ombre e poche luci.

Intanto lunedì sarò a Brescia a sostenere insieme ad altri DS la candidatura di Letta, sperando che frasi come quella detta l'11 agosto a Napoli dal "mio" candidato nazionale non siano parole nel vento: «trovo molti giovani che vogliono impegnarsi: dobbiamo farne dei protagonisti, non dirgli che il loro turno è sempre il prossimo».

giovedì 13 settembre 2007

U-pride

In questi giorni ho trascurato il mio blog perchè ero impegnato al Congresso Nazionale del mio gruppo. Periodicamente la comunità scientifica e universitaria si incontra per "fare il punto" sulla ricerca e sulla didattica, non tanto perché siamo un gruppo di buontemponi che ama parlare per sentire il suono della propria voce, ma in quanto tutta la comunità scientifica mondiale (non solo quella italiana) ritiene importante incontrasi, confrontarsi, imparare e decidere.

Tuttavia questi non sono giorni facili per l’Università messa sul banco degli imputati da parte dei media e dell’opinione pubblica per i recenti fatti legati ai test di ammissione di alcune facoltà. Penso però che il messaggio di delegittimazione di tutto un sistema universitario italiano che si vuol far passare in questi giorni non sia una novità recente. Per stare nel nostro piccolo paesello, basta leggere i verbali del consiglio comunale, per vedere che c’è chi ci ha sguazzato nel fare allusioni sulla credibilità, sulla competenza, direi pure sulla moralità, del sistema Università.

Il commento che più mi ha irritato, e direi quasi nauseato, tuttavia non è stato quello dei “non addetti ai lavori” ma quello che fece il Ministro Mussi alla Feste dell’Unità di Brescia la scorsa estate, Festa dell’Unità Provinciale che aveva valenza nazionale per la scuola e l’università.
Una serie di luoghi comuni, populisti, sul fatto che i docenti universitari non lavorano e guadagnano troppo. Troppo facile fare di tutta l’erba un fascio. Chiacchiere da bar, non da ministro! Tanti docenti non sanno neppure dov’è il protone d’ingresso del proprio Ateneo, questo è vero, ma non tutti.
Il giorno dopo mandai una mail al ministro per informarlo dell’importo del mio stipendio di Professore Universitario, chiedendo di confrontarlo con quello di uno qualunque dei dipendenti del suo ministero.

Più di recente mi ha lasciato molto amaro in bocca il “Libro Verde” di Padoa Schioppa dove il sistema università viene messo sotto la lente d’ingrandimento per i costi e null’altro, come se tutte le università fossero uguali, come se il sistema universitario non fosse una risorsa strategica per il futuro del nostro paese, ma solo un centro di spesa (la famosa “spesa pubblica fuori controllo” tanto cara ai governi di destra e di sinistra).
In tutto il documento non si menziona mai un criterio di qualità legato al “prodotto” che le università generano (il sapere) che possa distinguere atenei virtuosi da atenei spreconi.

Dopo cinque anni di Ministro Moratti che aveva fatto rimpiangere Berlinguer, autore della poco felice riforma del 3+2 (lauree brevi per tutti!) pensavo che non si potesse fare di peggio, invece non è stato così.
Mussi è riuscito quasi a far rimpiangere la Moratti, e non era facile! (Detto da elettore dei DS non è poco!)
Oggi l’Università italiana è paralizzata con un quadro normativo incerto che ha di fatto bloccato qualsiasi cosa: dai concorsi per assumere nuovi giovani ricercatori (e perché no, giovani docenti!!) al finanziamento pubblico della ricerca.

Cosa fare? La strada è semplice e fin troppo lampante. Lo ha ricordato al Congresso il presidente del gruppo nazionale, mio maestro docente al Politecnico di Milano: dimostrare con i fatti che l’Università è altro rispetto a quanto proposto dai media e dai politici di turno, operando con serietà ed onestà intellettuale.

Onestà intellettuale, concetto che ho usato spesso nel mio blog, non a caso!

Allora quando ripenso alla classifica proposta da Repubblica sulle Facoltà di Ingegneria italiane (apri il documento) che pone Brescia al sesto posto dopo colossi come il Politecnico di Milano e di Torino, Università storiche come quella di Padova (quella di Galileo!) e Genova e realtà “felici” come Trento (l’autonomia della provincia vale anche in questo settore), sesto posto su 38 facoltà, con orgoglio penso che quando la mattina mi alzo per andare al lavoro faccio qualcosa di importante che vale molto di più del valore del mio stipendio (con buona pace dei ministri passati e presenti). Un lavoro che mi gratifica quando penso che i giovani che laureiamo trovano rapidamente adeguata collocazione nel mondo del lavoro.

Ecco perchè ho intitolato questo post U-pride, orgoglio universitario. Orgoglio di essere docente universitario nei giorni difficili per l’università italiana.




lunedì 10 settembre 2007

Voglia di esserci

La raccolta di firme per la legge sull'acqua (406 mila). Il referendum sulla legge elettorale (821 mila firme) e ora la proposta di Grillo (si parla di oltre 300 mila firme) dimostrano che c'è voglia di voltare pagina. Io aggiungo che c'è voglia di partecipare e voglia di contare. Martedì scorso l'ho chiamato "partecipare al processo decisionale".

Oggi su Repubblica Rosy Bindi si esprime così : "Il problema non è solo la manifestazione di Bologna. Ma le tante firme, la gente che ha fatto la coda per aderire. E se uniamo il tutto alle copie vendute dal libro "La casta", allora bisogna capire che siamo di fronte ad una ribellione contro la politica che va presa sul serio. Non possiamo far finta di niente".

Ma perché la protesta di Grillo va presa così tanto sul serio? E soprattutto perché adesso?
"Perché o diventa una seria occasione di rinnovamento della politica o è chiaro che sarà l'anticamera dell'antipolitica".
(Leggi articolo)

Farà sorridere molti il mio dire "sono d'accordo", ma è vero! Lo dico da mesi sul mio blog: "è ora di cambiare" e ciascuno a suo modo deve farlo, deve dare il suo contributo.
Cambiare vuol dire rinnovare e viceversa rinnovare vuol dire cambiare.

Credo davvero che ci sia, da parte di tanti cittadini, voglia di esserci e voglia di girare pagina e non rendersene conto o negarlo non ci porterà molto lontano.

sabato 8 settembre 2007

Gentlemen, start your engines!!

Oggi e domani a Salò c'è la rievocazione del "Circuito del Garda", gara automobilistica che dal 1921 si è svolta sulle strade cittadine.

Questa mattina ho potuto ammirare bellissime auto che hanno fatto la storia dell'automobilismo sportivo e auto che hanno accompagnato la mia infanzia di tifoso delle mitiche Lancia nei campionati mondiali rally.

Mi sono tornate in mente i pomeriggi di marzo trascorsi a vedere le auto lungo i tornanti di San Michele e la mitica Ronde con il navigatore di Zanussi appeso al tergicristallo per consentire alla sua Peugeut 205 T16 di finire la prova con tre ruote invece di quattro.

Un tuffo nel passato accompagnato dalla musica dei motori!













giovedì 6 settembre 2007

L'inizio di un viaggio

Martedì sera insieme a tanti cittadini abbiamo iniziato una nuova avventura, un percorso nuovo verso un partito nuovo.

E' stata una serata bellissima, almeno io l'ho percepita così. Tante persone hanno partecipato, tante persone hanno espresso la propria opinione, ma soprattutto tante persone hanno voluto dare il proprio contributo per fare davvero un viaggio diverso, un viaggio davvero all'insegna della PARTECIPAZIONE.

E' un luogo comune quello che vuole che i cittadini "normali" fuggano dalla politica. E' un luogo comune dire che a San Felice la gente non esce di casa per fare cose impegnative e faticose, ma sicuramente importanti.

I fatti dimostrano che è possibile stare insieme, che è possibile parlare e confrontarsi, che è possibile decidere INSIEME.

Credo davvero che per ogni cosa, e quindi anche per la politica, IL COME FACCIA LA DIFFERENZA.

Oggi siamo solo all'inizio del viaggio, ma credo che sia importante aver scelto come farlo.

(il video è tratto da uno speciale di SKY visibile integralmente

sul blog di Daniele Luttazzi - http://www.danieleluttazzi.it/)

martedì 4 settembre 2007

Nella centrifuga del WEB

Sono abituato ad usare il web da parecchi anni. Non dalle primissime origini ma dal 1995 uso email e internet con regolarità.

Per la caratteristica della mia professione il mio nome e i miei lavori girano nella rete da oltre 10 anni, quidi dovrei essere abituato a vedermi citato o ad essere contattato.
Infatti, la qualità del lavoro scientifico di un ricercatore non a caso viene anche misurata dal numero delle "citazioni".

Da quanto tengo il mio Blog mi succedono cose strane che, a volte, mi trovano impreparato e mi portano ad una puerile euforia.

Sarà l'effetto del web 2.0 come dicono gli esperti o più semplicemente l'effetto "frullatore" generato da internet.
Le informazioni girano, si scompongono e ricompongono in nuove cose. Esattamente come in un frullatore.

Così dopo 15 anni trovo in un blog (quasi fosse un luogo reale) un mio vecchio compagno di università che ne frattempo è stato Sindaco e ora si attiva anche lui per il PD.

Trovo ragazzi svegli e capaci che hanno voglia di mettersi in gioco e di dedicarsi con passione all'impegno civile.

Trovo infine che una mia citazione e il mio nome finiscono su un articolo di opinioni politiche pubblicato dal quotidiano il Tempo, quasi come se la mia opinione potesse spostare il pensiero di migliaia di elettori. (E' ovvio che non è così!!!)

Scopro infine che sono finito nel motore di ricerca di Google News.

Eppure non mi sono mai mosso da casa mia... strano questo frullatore!!!



lunedì 3 settembre 2007

Rifiuti 2 - Errata corrige

Ieri ho scritto di rifiuti e della situazione di Soiano.
Lo spirito del mio intervento non era certo quello di prendermela con gli attuali amministratori di Soiano anche perché ritengo che sul tema della gestione dei rifiuti non abbiano ne meriti particolari ne colpe particolari.

La mia riflessione al contrario riguardava il tema della gestione dell’informazione da parte dei media.

Ripensando al mio post mi sono domandato se magari mi fosse sfuggito qualcosa circa la gestione dei rifiuti di Soiano “comune virtuoso” e sono andato quindi sul sito della Provincia a cercare i dati ufficiali sui rifiuti.

In data 4 maggio 2007 l’Osservatorio Provinciale sui Rifiuti (leggi Provincia) pubblicava il quaderno 2006 con i dati relativi alla raccolta 2005.

Ebbene, l’articolo si riferisce a quei dati “freschi”. Altri dati ufficiali non esistono.

E’ vero che Soiano è passato dal 24.79% al 35.01% di raccolta differenziata nel 2005
Ho sbagliato io a riportare i dati di San Felice che è passato dal 22.20% (2004) al 32.98% nel 2005.
L’incremento dei due comuni è stato il medesimo +10.2% per Soiano, +10.8% per San Felice.

La sostanza del mio post non cambia di una virgola e la domanda rimane: come mai un giornalista (e un giornale aggiungo) sente l’impellente necessità di definire “riciclone” un comune che ha un comportamento mediocre per quanto riguarda la gestione dei rifiuti e per di più lo fa sulla scorta di dati vecchi di 2 anni e pubblicati da mesi?
La risposta è ovvia e contenuta nel mio post precedente.

Per “dovere di cronaca” va anche aggiornato il riferimento normativo. Il Decreto Ronchi è andato in pensione e ora la normativa di riferimento è la Legge Regionale 26/03 ed altri decreti (D.lgs 152/06) in via di revisione.

821 mila firme aspettano risposte


Mercoledì 12 Settembre ore 20,30
Auditorium Istituto Tartaglia, Via Oberdan 12/e, Brescia

I Circoli del Partito Democratico e il Comitato Referendario Bs

promuovono la Conferenza su:

IL REFERENDUM ELETTORALE
821 mila firme
aspettano risposte

Introduce: CiroRamaschiello
Coordinatore bresciano Referendum e Circoli del PD

interverranno

Prof. Giovanni Guzzetta
Presidente nazionale del comitato referendario

Stefano Facchi
Coordinatore lombardo: Referendum e Cittadini per l'Ulivo

domenica 2 settembre 2007

Soiano comune virtuoso (???)

Leggo sul BresciaOggi del 2 settembre 2007 un articolo dedicato a Soiano. Il titolo recita: "Decolla la «differenziata» Paese sempre più riciclone In un anno la percentuale di rifiuti riciclati è passata dal 24,8 al 35%. Crescita record a livello provinciale".


Da una prima lettura sembra che Soiano sia l'emblema di un paese dove tutto funziona bene per quanto riguarda i rifiuti.

L'articolo si dimentica di raccontare che la legge (Decreto Ronchi - Dlgs 22/97) dal 1997 ha richiesto che entro il marzo 2003 ciasun comune dovesse assicurare una raccolta differenziata dei rifiuti urbani superiore al 35%. La stragrande maggioranza dei comuni bresciani è oltre quella soglia da parecchi anni. I più virtuosi superano il 50%.

San Felice ha raggiunto il 34% nel 2005 quando, con GardaUno, ha riorganizzato i punti di raccolta dei rifiuti (nel dicembre 2004 era al 22%).

Molte volte i giornali invece di fare informazione fanno disinformazione, banalmente perchè chi scrive non è informato su come stiano davvero le cose, altre volte perchè la linea editoriale impone di parlare sempre (bene) di certi comuni.
Non vale solo per BresciaOggi, ma anche per tutti gli altri giornali, locali o meno.

Non vi siete mai chiesti perchè ogni giorno c'è un articolo che parla di Toscolano? Come ci insegna la politica nazionale, saper gestire i media è fondamentale per vincere le elezioni.

Se l'articolista fosse stato informato sui fatti avrebbe intitolato il pezzo "Soiano, con un ritardo di 4 anni su quanto impone la legge raggiunge il 35% di raccolta differenziata. E' fra gli ultimi dei comuni bresciani per la gestione dei rifiuti".

Questo, almeno, è il mio pensiero.
(leggi anche qui)

sabato 1 settembre 2007

Sono arrivate le ruspe (dei bambini)

Nel parco giochi di via Benaco sono arrivate le ruspe. Si tratta però delle ruspe di plastica con cui giocano i bambini visto che le ruspe vere hanno da un po' finito i propri lavori.

Oggi è il primo settembre e tre anni fa iniziava l'occupazione della scuola di Beslan finita con la morte di 334 persone di cui 186 bambini. TV e giornali in questi giorni ce lo ricorderanno.

A marzo 2006 ho lanciato la proposta di dedicare il parco giochi di via Benaco proprio ai bimbi di Beslan (leggi il post).
Anche se di norma i parchetti giochi non si intitolano a nessuno, sarebbe bello che le future generazioni si ricordino, giocando e crescendo in un luogo dedicato ad altri bambini meno fortunati di loro, di quello che è avvenuto, perchè la memoria e la conoscenza della storia li accompagni e li guidi nelle loro (e le nostre) decisioni future.