martedì 4 aprile 2006

Metà è la meta

Ieri sera ho partecipato all’incontro organizzato dall’Associazione La Fonte (www.associazionelafonte.com) sul tema della raccolta dei rifiuti solidi urbani. Ottimo l’intervento del relatore, geom. Pedercini di GardaUno. Una serata piacevole, molto più interessante del duello TV del secolo.

Eppure qualcosa non mi torna.
La riunione è nata in modo bizzarro, a San Felice dal 2005 non c’è un vero e proprio problema rifiuti, forse c’era prima ma nessuno se ne era mai preoccupato. Il decreto Ronchi ha imposto di portare la quota di rifiuti differenziati al 35% entro il marzo 2003. A dicembre 2004 il nostro comune (in buona compagnia con altre realtà bresciane) era arrivato al 22%. Nessuno se ne era mai preoccupato, tanto meno l’opposizione così sensibile ai temi ambientali e non estranea al tema della gestione dei rifiuti (leggi GardaUno).
I rifiuti, gestiti male male in passato, non sono mai stati un problema, anzi!

Poi casualmente si scopre che il Penny Market di Manerba vende i sacchetti per la raccolta differenziata, ciascuno con il suo colore, si scopre che in altre realtà italiane si raccolgono i sacchetti della spazzatura porta a porta. Ecco che la questione rifiuti diviene urgente, interessante, appetibile. Una bella vetrina per esporsi.

Nessuno si è scomodato di vedere cosa nel frattempo si è fatto a San Felice.
Senza promuovere la vendita di sacchetti colorati, senza cambiare le abitudini dei cittadini, si è passati dal 22% di raccolta differenziata al 34%. Tutto in soli 12 mesi, semplicemente studiando (che brutta parola!!!) una più razionale distribuzione dei cassonetti e introducendo gli ecobox per la raccolta del vegetale.

Senza fatica per i cittadini per la prima volta dal 1998 sono diminuiti in modo sensibile i rifiuti indifferenziati (-7.7%) ed è aumentata la raccolta differenziata (+66%).
E’ una sorpresa? Assolutamente no, bastava leggere il notiziario comunale (numero di marzo-aprile 2005) per “scoprire” come sarebbe cambiata la raccolta dei rifiuti. Capisco che la lettura di quelle poche paginette non sia particolarmente stimolante, ma se uno “tiene al proprio paese” un piccolo sforzo può anche farlo.

Siamo arrivati al capolinea, tutto è OK?
Assolutamente no. C’è ancora molta da fare: la raccolta del materiale organico, la diffusione dei composter domestici (già presenti in oltre 80 comuni della nostra provincia), aumentare la percentuale della raccolta differenziata, soprattutto dei metalli difficilmente reperibili in natura come l’alluminio, tanto per iniziare.

Lo slogan del comune di Brescia di qualche anno fa in tema di raccolta differenziata era “metà e la meta”. Credo che lo stesso valga anche per noi.

Se poi non credete ai dati ufficiali, a quanto scritto nel report annuale dell’osservatorio Provinciale, a quanto si può trovare navigando in internet, non volete fare la fatica di farvi una opinione vostra, autonoma, indipendente, ragionata, beh allora affidatevi alla buona e sana disinformazione della voce di san felice
(http://www.lavocedisanfelice.com/) in tema di gestione dei rifiuti.

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