sabato 26 maggio 2007

La casta




La casta .... dal Blog di Beppe Grillo

Beppe Grillo inizia così: "Sapete cosa mi fa veramente, ma veramente, incazzare? Lavorare per mantenere dei parassiti. Dei dipendenti infedeli."

Quando leggo il conguaglio per l'addizionale comunale sul mio stipendio penso proprio così. Anche nei piccoli comuni c'è La Casta, almeno io penso di si.
Le persone che ruotano attorno al nostro comune sono sempre quelle da 30 anni.

Ho intitolato la categoria dei miei post su questo tema "E' ora di cambiare". Io ci credo davvero e non credo di essere l'unico.

giovedì 24 maggio 2007

Paul Wolfowitz lascia la Banca Mondiale ... e da noi???

Paul Wolfowitz lascia la Banca Mondiale. La notizia è di alcuni giorni fa. Forse i più non sapevano nemmeno dell'esistenza di una Banca Mondiale e nemmeno di un suo Presidente. Io ero fra questi.
I Presidenti vanno di moda. Ce ne sono per ogni situazione, dalla bocciofila alla Banca Mondiale.
A casa nostra, anzi è meglio dire a San Felice per non essere fraintesi, abbiamo il Presidente del Consiglio ... Comunale. Creato in fretta per assicurare una poltrona al nostro ex-sindaco Florioli, ci costa circa 5000 Euro all’anno. Sono i costi della politica, Cesare Salvi ci ha spiegato che ad ogni livello funziona così.

Ora come Wolfowitz anche Florioli dovrebbe lasciare un incarico così importante e prestigioso dove ha potuto dare il meglio di se. Al termine dell’ultimo Consiglio Comunale ha annunciato la sua intenzione di lasciare questo incarico visto che il suo obbiettivo, dare al nostro Consiglio Comunale un regolamento, era ormai esaurito. Ora potrà mettere a disposizione dell’amministrazione comunale la sua competenza ed esperienza maturate in 25, anzi 28 anni di vita politica attiva. Dopo gli annunci attendiamo ora i fatti. Wolfowitz pressato da mezzo mondo ha mollato, Florioli, incalzato dal sottoscritto invece ad oggi resta.
Moltiplicando per due anni e mezzo l’indennità di Presidente del Consiglio viene una cifra di oltre 12000 Euro. Il Regolamento del Consiglio Comunale ci è costato questa cifra. Sono soldi ben spesi?

Un ultima considerazione. E se poi lascia questa poltrona, cosa farà? Si occuperà a tempo pieno del PGT in modo da promettere ad ogni suo elettore storico un pezzo di terreno edificabile in vista delle prossime elezioni?

mercoledì 16 maggio 2007

Qualità della vita

Leggo dal BresciaOggi di oggi 16 maggio 2007:

«Servizi pubblici e verde attrezzato» ovvero «qualità dell’ambiente urbano per una migliore qualità della vita»: se ne discute stasera alle 20,30 a Ghedi, nella sala consiliare. L’iniziativa è promossa nell’ambito delle iniziative di Agenda 21. All’incontro, promosso dall’assessorato Ambiente guidato da Giancarlo Lang, interverranno Armando Casella, assessore all’Urbanistica, Marco Garau, estensore del Pgt, Giampietro Bara, agronomo, della cooperativa il Quadrifoglio. «Il tema è fondamentale per lo sviluppo di Ghedi - spiega Lang - spetterà al Forum ambientale suggerire le modalità di sostenibilità».


Ma allora di queste cose se ne parla anche in comuni "normali" come i nostri comuni bresciani, non solo nei comuni come Colorno o San Giuliano Milanese, amministrati da gente strana con idee strane.
Ci siamo mai chiesti davvero cosa intendiamo per qualità della vita? E a San Felice la priorità è vivere meglio fare più soldi?
Tempo fa è stato pubblicato sul Sole24Ore uno studio che confrontava città e province italiane non solo per reddito ma anche per qualità della vita e non sempre le due cose vanno di pari passo.

domenica 13 maggio 2007

Verso il Partito Democratico - seconda parte

Alcune settimane fa ho iniziato a riflettere ad alta voce sul Partito Democratico, non perchè mi piace seguire le mode, ma perchè ci credo. Credo che sia una ottima opportunità di svolta per il nostro paese (Italia, San Felice), sia per chi si riconosce nel centro-sinistra, sia per chi non ci si riconosce.

Una novità che potrebbe (il condizionale è d'obbligo) riportare i cittadini "normali" alla politica.

Riporto alcune riflessioni di Michela espresse al riguardo in occasione del Congresso Provinciale dei DS alla fine di marzo.

Quali le modalità “locali” per arrivare al Partito Democratico?
Michela Tiboni

Brescia, 31 marzo 2007
Congresso Provinciale Democratici di Sinistra



Io vorrei sottoporre a questo congresso una domanda semplice: Con quali modalità “locali” pensiamo di muoverci verso il Partito Democratico?
Mi spiego meglio.
Premetto che io credo nella prospettiva del Partito Democratico, evidentemente perché vengo da un’esperienza politica ed amministrativa locale, da una realtà di poco più di 3000 abitanti in cui i Democratici di Sinistra raggiungono alle politiche a malapena il 10%, e di contro siamo riusciti alle amministrative del 2004, con una lista civica di centro sinistra, ad essere ritenuti credibili e vincere le elezioni in un comune dove il centro destra supera il 60% delle preferenze .
Ma la mia esperienza mi ha portato anche a riflettere sul perché noi Democratici di Sinistra siamo credibili quando ci proponiamo come amministratori locali e al contrario non siamo in grado di trasporre questa nostra credibilità al livello politico su scala provinciale, regionale e nazionale.
Perché non riusciamo a convincere i nostri vicini di casa, i nostri colleghi, i nostri giovani che noi siamo espressione di una politica nazionale in cui credere?
Si viene a creare una sorta di “voto disgiunto” nei cittadini della nostra provincia fra DS persone da votare per le amministrazioni comunali e DS partito da scegliere per le istituzioni provinciali, regionali e nazionali.
Senza voler assolutamente generalizzare, personalmente ho maturato la convinzione che questa incapacità sia frutto del modo in cui le sezioni del Partito operano (o meglio non operano) sul territorio.
Io ho vissuto l’esperienza di persone che si sono avvicinate a noi, che hanno dato segni di interesse ad essere coinvolte nel mondo politico e amministrativo, in primo luogo chiedendo di capire, chiedendo di spiegare loro come si arriva a prendere determinate decisioni.
E ho visto la chiusura nei confronti di queste persone. Ho percepito, da parte di alcuni dirigenti della sezione, il timore all’apertura. Forse meglio rimanere in pochi che correre il rischio che arrivi qualcuno che poi vuole capire, vuole fare, vuole mettere in discussione ciò che si è fatto “da sempre”.
Questi stessi dirigenti che si riempiono la bocca con la parola partecipazione.
Ma cos’è la partecipazione?
È chiedere ai compagni di dare una mano alla gestione della Festa dell’Unità? Con tutto il rispetto che ho per l’impegno dei compagni e delle compagne anche in questo ambito, non possiamo ridurre la partecipazione al cucinare insieme per la festa dell’unità.
Per me partecipazione avrebbe dovuto significare arrivare al congresso di sezione in cui si sono votate le mozioni con incontri preparatori, in cui si potesse discutere, ci si potesse confrontare.
Ripeto, non voglio generalizzare, ognuno del resto fa riferimento alla propria esperienza personale.

Se poi penso, sempre localmente, a chi sono i referenti che dovremmo avere nel partito della Margherita, mi verrebbe voglia di tornarmene subito a casa e chiudere definitivamente il capito del mio impegno civile.
Ma poi ripenso alle parole del Presidente Napolitano, quando dice “Non allontanatevi dalla politica. Partecipatevi in tutti i modi possibili, portatevi forze e idee più giovani. Contribuite a rinnovarla, a migliorarla culturalmente e moralmente”.
E mi convinco proprio perché abbiamo molta strada da fare, che è proprio così. Che non dobbiamo lasciarci convincere che la politica è sporcizia o è lavoro di specialisti, ma che “la cosa pubblica siamo noi stessi”.
Per me partecipazione vuol dire far sentire tutti i compagni parte di un processo decisionale.
Vuol dire discutere delle questioni locali e saperle inserire all’interno di una visione che va oltre.
Per me partecipazione è avere il coraggio di dire “Non chiediamoci cosa il Partito Democratico potrà fare per noi, ma cosa possiamo fare noi per il Partito Democratico”.

E allora ritorno al mio quesito iniziale: ci siamo posti il problema di come a livello locale arriveremo alla costituzione del Partito Democratico? E ci siamo posti il problema di chi dovrà farsi carico di un compito cosi importante?
Mi piacerebbe tornare a casa questa sera con qualche rassicurazione in merito.

giovedì 10 maggio 2007

Family day

"Se non fossi Ministro sarei andato al Family Day". Lo dice Rutelli.


Io sabato me ne starò con la mia famiglia. Ho un compleanno di una amica delle mie figlie. Ci vado e sarò "co-animatore" di una scatenata gang di ragazzini di 8 anni. Mi capita spesso.


Penso che la famiglia sia davvero in pericolo da parecchi anni. Da quando questo sistema fiscale, il nostro, le penalizza. Da quando non si danno veri servizi alle famiglie. Da quando si sceglie di dare un contributo alle famiglie che portano i figli al nido solo se NON sono mono-reddito, come funziona da noi (a San Felice!!!!). Non da quando si pensa ai DICO, una brutta norma di compromesso, tipico italiano. Il massimo che si riesce a mediare.

Quindi sono d'accordo con Severgnini, il filosofo con la dolcevita come lo definisce Gene Gnocchi. Sul family day si sta giocando un'altra partita, con la scusa della famiglia. Lui, questo pensiero, lo spiega meglio di me.


Si avvicina il Family Day, aumentano adesioni, dubbi e discussioni. Chi è favorevole e partirà per Roma usa quest'argomento (copio e incollo dall'email di un lettore): "E' in discussione uno dei valori-cardine della costruzione sociale, la famiglia, ed è giunto il momento di schierarsi. Solo nella famiglia tradizionale, costituita da un uomo e una donna che insieme, complementariamente, crescono e lavorano, possono crescere e formarsi uomini e donne equilibrati, pronti ad affrontare le sfide della vita". D'accordo: la famiglia resta il cemento della società italiana. Ma siamo sicuri che, per difenderla, serva organizzare un'altra manifestazione di piazza? Sembra quasi di sminuirne l'importanza. In piazza vanno tifosi in festa, contestatori delusi, minoranze oscurate, referendari in cerca di firme per cambiare la legge elettorale (hanno ragione: firmiamo!). Siamo certi che il futuro della famiglia italiana vada messo sullo stesso piano? Capisco le inquietudini della Chiesa, davanti a una società che confonde l'eternità con un lungo fine settimana, e si concentra sui piccoli piaceri, dimenticando i grandi progetti. Eppure le cose - per quanto riguarda la famiglia - vanno meglio che altrove: i matrimoni religiosi diminuiscono, ma restano la norma e la tradizione (non è una parolaccia, è una bella cosa). Le coppie di fatto in Italia sono 550.000, contro 2,5 milioni in Francia (fonti: Eurispes, Eurostat). Il 94% dei quindicenni - dato importante - cenano ancora in famiglia, contro il 66% dell'Inghilterra (fonte: Unicef, 2007). Non tutto è perduto, se non vogliamo perderlo. Perché il Family Day non mi convince? Forse è quell'improvvido nome inglese, che sa d'imitazione e di periferia, a rendermi sospettoso? Non credo: ormai siamo abituati a queste pigrizie linguistiche. Il problema è un altro, ed è più serio. Il Family Day non mi convince perché mi pare poco caritatevole. Non discuto le intenzioni dei manifestanti: ma andare in piazza sventolando la propria stabilità familiare mi sembra quasi arrogante. Una famiglia unita e felice non è solo un'esca a disposizione dei pubblicitari: è davvero il sogno di quasi tutti. E' un merito, ma è anche una fortuna. Non sempre chi non ce l'ha fatta ha colpe. Solitudine, fallimenti e separazioni sono spesso incidenti, qualche volta errori. Siamo certi che il Family Day non diventi involontariamente crudele verso chi è stato meno fortunato? Qualcuno dirà: ma le convivenze sono scelte precise! Altri aggiungeranno: chi decide di non sposarsi è un egoista, e non pensa ai figli. Qui dovremmo riaprire il discorso sui Dico, e non lo faremo. Diciamo invece questo: se la famiglia tradizionale è l'obiettivo, rendiamola attraente. Non serve demolire le alternative; bisogna lucidare il prodotto originale. Serve, una manifestazione di piazza dal nome inglese per difendere la famiglia italiana? Ripeto: ho qualche dubbio. Esistono altri modi, meno appariscenti e più efficaci. Nel Duomo di Crema, che mi guarda dalla piazza mentre scrivo, il parroco ha preso l'abitudine di battezzare durante la messa domenicale. Doveste vedere com'è attenta, la gente; come ascolta, come si commuove, come resta volentieri più a lungo. Quei bimbi che s'affacciano sull'altare, nella chiesa dove da sette secoli passa la vita della città, sono una bella, commovente e onesta promozione della famiglia tradizionale, e della fede e della tradizione che ci stanno dietro. Un atto d'amore o uno slogan su un cartello? Per quanto mi riguarda, ho già scelto.


Beppe Severginini - dal Corriere della Sera di giovedì 10 maggio 2007

lunedì 30 aprile 2007

Verso il Partito Democratico

Fino al 2005 non ho mai avuto nessuna tessera di partito. Mio padre era stato tesserato al PCI negli anni '70 quando io avevo 5 o 6 anni.... tanto tempo fa. Si occupò di edilizia popolare. Costruì nei primi anni '80 oltre ottanta alloggi in cooperativa fra Salò e San Felice. Poi lui se ne andò da quello che era il "suo" partito quando fu scaricato perchè personaggio scomodo e troppo visibile. Corsi e ricorsi della storia di crociana memoria.
Nonostante questa esperienza familiare e personale mi abbia condizionato l'infanzia e l'adolescenza alla bella età di 37 anni ho deciso di schierarmi apertamente, di appartenere ad un progetto più grande di me, di dare il mio contributo in prima persona senza restare alla finestra a guardare. Nel 2005 ho scelto di aderire al progetto dei DS, tesserandomi.
Al congresso DS della valtenesi, in questo periodo di grandi trasformazioni, ho votato per la mozione Mussi perchè credo nell'ideale della Sinistra. Ora che la strada è tracciata, strada diversa dalla mia opinione, scelgo tuttavia di aderire al PD. Ho una mia idea del Partito Democratico, forse diversa da quello che sarà, ma è quello che vorrei. Un'idea che ho maturato strada facendo, confrontandomi e incontrando tante persone lontane dalla sinistra con cui ho lavorato bene, con cui ho molto in comune, con cui posso sperare di cambiare e, perchè no, migliorare il mondo in cui vivo.
Sono stato al seggio delle primarie dell'Unione nell'ottobre 2006 e ho visto a San Felice tante persone positive venire a dire la propria opinione. Ho sentito l'intervento di Veltroni al congresso DS. Una marcia diversa rispetto al panorama politico italiano e locale.
Tutte esperienze positive e vere che mi fanno sperare in qualcosa di diverso. Qualcosa che potrà aiutare l'Italia, ma anche e soprattutto San Felice a cambiare direzione, cambiare marcia, cambiare il modo di lavorare INSIEME senza (sottolineo senza!!) i dinosauri della nostra politica.
La mia idea è che il PD potrà funzionare ed essere davvero una novità (non un semplice rimescolamento delle carte) a condizione che:
1) la partecipazione dei cittadini sia parte qualificante dell'azione politica;
2) si faccia rinnovamento RADICALE di tutti i dinosauri della nostra classe politica. Palla al piede del rinnovamento e della crescita delle nostre comunità.
Non voglio fare nessun processo al passato, non voglio giudicare l'operato di nessuno. Ciascuno ha la sua idea giusta o sbagliata che sia. Credo però che chi ha diretto, governato, condizionato e gestito la nostra realtà per trent'anni si debba fare da parte. Ha già dato il meglio di se. Governava quando una buona percentuale degli elettori a cui andrà a chiedere il voto non era neppure nato. E' ora che si goda una sana e meritata pensione lontano dall'attività politica. Ci sono tante altre cose da fare. C'è l'attività professionale, c'è il giardinaggio, ci saranno i nipotini da portare al parco.
Questa è la mia idea di PD per SanFelice. Non la fusione fredda fra il peggio della Margherita e il peggio dei DS ma, al contrario, la sintesi fra le migliori esperienze e tradizioni che trovano radicamento nella tradizione e nel passato della nostra terra. Oltre i DS e oltre la Margherita.
(nella foto: la classe politica attuale)

martedì 17 aprile 2007

Partecipazione: Azione LAB a Colorno


Ho una mia opinione su cosa si sintenda per partecipazione. Credo che partecipare per un cittadino qualsiasi significhi "partecipare al processo decisionale".
Per fare ciò serve avere gli strumenti per capire e quindi farsi una idea propria.
Lo show di Grillo di ieri a Rozzano all'assemblea Telecom è un esempio di come i cittadini, anzi le persone, possano alzare la testa e dire la propria opinione.

Un mondo migliore si fa casa per casa .... uno dei miei primi post diceva questo (ed era tratto da un libretto di Marco Boschini).

Leggendo i vari blog ho trovato questo. Un esempio di cosa si intenda per Partecipazione, Lungimiranza e Urbanistica.

Come diceva l'assessore Cangini a Zelig .... "Fatti non pugnette!!!". I comici (Grillo, Cevoli) potrebbero insegnare anche ai nostri assessori!.

Dal Blog di Marco Boschini (http://www.marcoboschini.it/?p=495)
Lunedì 19 marzo, presso la Sala Multimediale della Scuola Elementare è stata avviata l’Azione LAB della Conferenza di Programma “Colorno 2015”, organizzata dagli assessorati all’Urbanistica e alla Partecipazione.
Dopo una brevissima introduzione, il Vicesindaco Annarita Boschi e l’Assessore Mirko Reggiani hanno lasciato la parola ai tecnici della Cooperativa “CAIRE”, incaricati dal Comune di Colorno alla predisposizione della variante al Piano Strutturale Comunale, attraverso la realizzazione preliminare di un percorso di urbanistica partecipata.
Diversamente dagli incontri precedenti che hanno caratterizzato l’Azione FORUM, la Giunta non è intervenuta per dare modo ai cittadini di esprimersi e dibattere liberamente dei temi proposti, attraverso il coordinamento dei tecnici di CAIRE.
UNA GIORNATA STORICAIl 19 marzo 2007 non è una data qualsiasi perché in quella stessa giornata, con l’apertura al traffico della Variante alla SP343 Asolana, è iniziata una nuova epoca per la Comunità di Colorno che è chiamata adesso a prendere consapevolezza della sua nuova dimensione e della migliore qualità di vita.
QUESTIONI, BISOGNI E PROPOSTEI cittadini intervenuti sono stati invitati ad esprimere le proprie idee ed opinioni attraverso la compilazione di post-it che sono stati poi appesi su alcuni cartelloni appositamente predisposti.
Le questioni proposte erano le seguenti:Quali sono le ragioni geografiche, storiche, economiche e sociali, origini familiari e gli eventi che orientano la scelta di vivere a Colorno?Come considerate la qualità urbana e ambientale, la vivibilità per tutti (anziani, bambine e bambini, giovani, donne, famiglie)?Quali sogni avete per una città vivibile e bella?Quali sono i problemi aperti o non risolti da affrontare per rendere la condizione dell’abitare più sostenibile e vivibile?Come favorire la partecipazione degli abitanti (bambini, giovani, anziani, ecc.) ed il senso di responsabilità dei cittadini rispetto al proprio ambiente?
IL PERCORSOL’attività di coinvolgimento dei cittadini e dei soggetti portatori di interesse adesso proseguirà attraverso altre occasioni e iniziative.
La prima di queste si è svolta domenica 25 marzo (nonostante le avverse condizioni meteo) in occasione della Festa di Primavera organizzata presso il quartiere Oratorio, durante la quale anche il Comune era presente con un proprio gazebo. Altri questionari saranno inoltre predisposti e resi accessibili anche via internet.
L’AGENDA DEI TEMI E DEI LUOGHI I tecnici del CAIRE effettueranno nelle prossime settimane anche una serie di interviste ai gruppi, organizzazioni e associazioni più radicati sul territorio.
Il documento che verrà predisposto al termine di questo percorso si chiama “Agenda dei temi dei Luoghi” che verrà sottoposto all’attenzione dell’Amministrazione che lo discuterà pubblicamente con i cittadini per poi sottoporlo all’approvazione del Consiglio Comunale, nell’ottica di farlo recepire agli strumenti di programmazione urbanistica che nei prossimi mesi saranno oggetto della variante di piano.

martedì 3 aprile 2007

Nuova isola ecologica con concorso a premi

dal BresciaOggi del 01.04.07

"L'isola ecologica intercomunale di Salò, San Felice e Puegnago entrerà in attività domani. Situata a Cunettone di Salò in via Enrico Fermi, era nata da un'iniziativa della Comunità montana Parco Alto Garda bresciana, ma nel 2005 la sua realizzazione era stata delegata a Garda Uno spa."

O si tratta di un pesce d'aprile oppure è vero. Si attendono informazioni!

venerdì 30 marzo 2007

Appello di Emergency


Mi associo all'appello di Emergency per la liberazione di Rahmatullah Hanefi.

"Siamo angosciati per la sorte di Rahmatullah Hanefi. Il responsabile afgano dell'ospedale di Emergency a Lashkargah è stato prelevato all'alba di martedì 20 dai servizi di sicurezza afgani.

Da allora nessuno ha potuto vederlo o parlargli, nemmeno i suoi famigliari. Non è stata formulata nessuna accusa, non esiste alcun documento che comprovi la sua detenzione. Alcuni afgani, che lavorano nel posto in cui Rahmatullah Hanefi è rinchiuso, ci hanno detto però che lo stanno interrogando e torturando “con i cavi elettrici”.

Rahmatullah Hanefi è stato determinante nella liberazione di Daniele Mastrogiacomo, semplicemente facendo tutto e solo ciò che il governo italiano, attraverso Emergency, gli chiedeva di fare. Il suo aiuto potrebbe essere determinante anche per la sorte di Adjmal Nashkbandi, l'interprete di Mastrogiacomo, che non è ancora tornato dalla sua famiglia.

Domenica 25, il Ministro della sanità afgano ci ha informato che in un “alto meeting sulla sicurezza nazionale” presieduto da Hamid Karzai, è stato deciso di non rilasciare Rahmatullah Hanefi. Ci hanno fatto capire che non ci sono accuse contro di lui, ma che sono pronti a fabbricare false prove.

Non è accettabile che il prezzo della liberazione del cittadino italiano Daniele Mastrogiacomo venga pagato da un coraggioso cittadino afgano e da Emergency. Abbiamo ripetutamente chiesto al Governo italiano, negli ultimi giorni, di impegnarsi per l’immediato rilascio di Rahmatullah Hanefi e il governo ci ha assicurato che l’avrebbe fatto. Chiediamo con forza al Governo italiano di rispettare le parola data."

giovedì 29 marzo 2007

HiperLan anche a Puegnago

La banda larga con tecnologia HiperLan sbarca anche a Puegnago. E' una buona notizia. L’avevo letta su un giornale di freepress qualche giorno fa e la ritrovo ora sul sito del Comune di Puegnago. Trovo infatti inammissibile che intere zone della nostra ricca e sviluppata provincia siano escluse dall’accesso veloce ad Internet.
Su Telecom che se ne frega sonoramente di coprire con l’ADSL vaste aree di territorio ce ne sarebbe molto da dire. Per fortuna c’è chi più efficacemente di me scrive e si pronuncia da anni sulla gestione Telecom (Beppe Grillo, Report - puntata del 25.03.07).

La mia preoccupazione su questa vicenda è una sola: anche i cittadini di Puegnago saranno lasciati allo sbando una volta che saranno venduti i primi abbonamenti alla Banda Larga?

Io ho avuto l’installazione delle connessione Hiperlan l’11 settembre 2006. Ad oggi la società che gestisce il servizio per conto delle Provincia di Brescia non è ancora riuscita a garantirmi quello che per contratto mi ha prospettato da oltre 6 mesi. Dove sono le istituzioni che hanno voluto e sponsorizzato questa utile e valida iniziativa? Mi riferisco in primis alla Provincia e ma anche al nostro Comune.

Mi auguro almeno che l’entrata di nuove aree coperte da servizio faccia aumentare il “potere contrattuale” degli utenti che ad oggi sono stati lasciati davvero soli.